#nobuonascuola

La protesta delle CattiveMaestre contro la Buona Scuola

1. Il video di risposta a Renzi

Maggio 2015.

Il mondo della scuola è in subbuglio dal settembre precedente, da quando il governo ha presentato le linee guida della riforma dell’istruzione in cantiere, la cosiddetta Buona Scuola.
Si formano comitati di docenti e studenti e si moltiplicano le assemblee, le discussioni, i lavori di analisi dettagliata e critica del documento. I punti centrali del dissenso riguardano i poteri  dati al dirigente scolastico, che potrà scegliere i docenti con la chiamata diretta (si realizza ciò che governi di destra hanno provato a fare per anni senza riuscirci).
La creazione del cosiddetto “organico funzionale”, un serbatoio di insegnanti senza cattedra da usare come tappabuchi tuttofare, dequalificandone la professionalità, sprecando risorse e senza proporre una visione chiara della scuola del futuro dal punto di vista pedagogico didattico.
L’aumento e l’obbligatorietà delle ore di alternanza scuola-lavoro per le scuole superiori (fino a 400 per il triennio) che si traduce in lavoro gratuito senza reali progetti formativi. L’introduzione di un bonus di merito ai docenti migliori, scelti dal dirigente e da un comitato di valutazione in base a criteri interpretabili e fumosi, che trasformerà la collaborazione tra insegnanti – necessaria al perseguimento degli obiettivi educativi, pedagogici e didattici della scuola – in una corsa al bonus economico (misero), al riconoscimento personale, alla riconferma triennale di appartenenza al team di quello che il movimento contro la sedicente buona scuola chiama ormai preside-sceriffo.

    Con un opuscolo dalla grafica accattivante e alla moda, tra rulli di tamburi e coriandoli, il governo annuncia di voler assumere con la nuova legge più di cento mila docenti precari, dettaglio non indifferente che immobilizza i sindacati confederali durante i primi mesi di protesta, ma che li costringe, all’inizio del 2015 a prendere posizione di fronte a un movimento che cresce ogni giorno.
Lo sciopero unitario del 5 Maggio 2015 registra un’adesione dell’80%, porta in piazza 500 mila persone e determina la chiusura di molte scuole. I docenti, gli studenti, i genitori, i lavoratori della scuola non vogliono questa legge.

    La reazione del premier a una manifestazione di dissenso così evidente e trasversale è quella di mettersi alla lavagna per spiegare la scuola a chi la scuola la fa ogni giorno. Il 13 Maggio, a una settimana dallo sciopero, in un video lungo 17 minuti, un Renzi in maniche di camicia, gessetto e retorica da venditore, spiega punto per punto il suo progetto di riforma a chi, secondo lui, se protesta ancora, evidentemente non lo ha capito.

    Sono molti i docenti che decidono di rispondere a questo  video offensivo, pieno di menzogne ed errori, con lettere video. Le Cattive Maestre – docenti romane indipendenti, precarie e di ruolo – lanciano sui social network un video alla lavagna in cui affrontano e smontano punto per punto il discorso del presidente del consiglio ottenendo inaspettata risonanza mediatica.

2. Il blocco degli scrutini

Giugno 2015

Le Cattivemaestre partecipano al blocco degli scrutini indetto da vari sindacati con un nuovo breve video che invita i docenti delle scuole di tutta Italia a praticare questa forma di protesta. Le Cattivemaestre a braccia incrociate si moltiplicano sullo schermo, determinate a opporsi, insieme a migliaia di persone, a una legge che distrugge la scuola pubblica.

3. Il presidio alla Camera 

7 Luglio 2015

Le Cattivemaestre lanciano una campagna di comunicazione per la partecipazione al presidio a Roma, sotto la Camera, il giorno della votazione della Legge 107/2015.

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4. Le #cattivevignette

Settembre 2015
Nelle scuole italiane la legge 107, ormai approvata nel luglio precedente, comincia a produrre conseguenze preoccupanti. Mancano docenti, collaboratori, materiale didattico, manutenzione, molti precari non ricevono lo stipendio mentre incombe l’elezione del comitato di valutazione e molti presidi sono già a loro agio nella veste di sceriffi.
Le CattiveMaestre non si rassegnano all’approvazione della riforma, vogliono rimettere al centro la discussione contro la “Buona Scuola” e lo fanno sperimentando un linguaggio nuovo, quello delle vignette.
Tutti i giovedì fino a Natale esce sui social network una ‪#‎cattivavignetta‬ che racconta la situazione nelle scuole, mette in evidenza le problematiche e condivide esperienze e strumenti per affrontarle insieme. Molti docenti accolgono l’invito delle Cattivemaestre e partecipano alla realizzazione delle vignette.

Tutti gli articoli e le immagini delle #cattivevignette

 

5. Il concorso per docenti 2016

Marzo 2016

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