Le gioie dell’insegnamento ottantasettesima

Reclutamento ASL

di Marika Marianello

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Ragazzi e ragazze, siamo qui oggi, nel vostro rinomato Liceo, invitati dai vostri gentili professori, al fine di reclutarvi per il nostro vincente progetto di Alternanza Scuola Lavoro. E vedere una platea così nutrita mi riempie di speranza perché siete voi il futuro di questo bellissimo Paese, un Paese purtroppo messo alle strette da una dilagante e dilaniante disoccupazione, ma che grazie al lavoro di gente come voi, come noi e come i vostri professori, potrà finalmente risollevarsi.

Mi riempie di speranza, sì, perché la scuola è la Vostra e la Nostra speranza, questa scuola superiore, competitiva e trionfante, che vi rilascerà una serie di strumenti che vi torneranno utili — ma che dico?! — utilissimi nella ricerca di un impiego quando farete il vostro ingresso nel mondo reale! Ma non parlo della scuola del Latino, della Storia o della Filosofia; non mi riferisco alla scuola della Matematica o della Fisica, del Manzoni o del Leopardi o — peggio ancora — di Dante Alighieri. No: quella è la scuola obsoleta, quella che non serve più a nulla. Perché, parliamoci chiaro: a cosa serve, oggi come oggi, nell’era dei social e dell’informazione che viaggia a velocità vertiginose, nella società dell’immagine e della competizione, fermarsi a studiare il Latino o la Latteratura, ad esempio? Recitare una poesia di… come si chiamavano? Virgilio o Catullo, in metrica? La Matematica: a cosa serve, se abbiamo ormai calcolatrici e calcolatori in grado di eseguire operazioni complesse? Con il vostro Smartphone avete il potere sul palmo di una mano: lo sapete usare il vostro Smartphone? Ma certo che lo sapete usare, lo so! E allora avete il mondo a portata di mano, bastano pochi Giga, le giuste esperienze e le competenze chiave.

Il mondo occupazionale oggigiorno è saturo e inserirsi non è semplice, neanche per tutti quei presunti cervelloni che vantano un subisso di lauree e titoli di studio. Le competenze professionali vi servono, perché la formazione da sola non basta. E quelle potete acquisirle solo sul campo, non certo in classe, tra libri e manuali.

Pensate che lo Stato italiano sgancia fior di quattrini per mantenere universitari ultratrentenni che, pur di non lavorare, pur di non cimentarsi nella ricerca di un impiego, si parcheggiano nei dipartimenti delle diverse facoltà, mentre mammà a casa cucina e rifà il letto e papà lavora e paga le bollette. Tuttavia, cari giovanissimi, imparate subito che chi ha voglia di imparare, di mettersi in gioco e a disposizione del sapere e dell’apprendimento non rimane MAI senza un lavoro. Certo, all’inizio verrete sfruttati, ma imparerete un mestiere che poi vi assicurerà il futuro, il motorino, la macchina e il telefonino.

Bisogna stringere i denti inizialmente, questo sì, ma d’altronde senza sacrificio non si ottiene nulla: la vita è cattiva, il mondo del lavoro è spietato e, come se non bastasse, ha la memoria corta.

Dice che con l’Alternanza Scuola Lavoro si va a fare le fotocopie o a pulire i cessi: be’, sarà anche così, non lo so, ma di certo non con noi! Con noi LAVORATE, imparate il mestiere, come una volta si faceva a bottega. Vi dovrete rimboccare le maniche, perderete ore di scuola e ore di sonno, piangerete e patirete, ma una cosa è certa: imparerete. Diventerete parte attiva del progetto e se sarete bravi e darete il sangue, un giorno verrete assunti, ve lo prometto!

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Capitale disumano

 

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