Le gioie dell’insegnamento ottantacinquesima

La Befana vien di notte…

di Marika Marianello

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…insieme all’attacco di panico dovuto all’ansia dell’ultimo giorno di vacanza, portatrice di soffocante angoscia all’idea di dover varcare di nuovo la soglia della morte sensoriale sotto lo sguardo inquisitorio e dominante del Dirigente che da sotto la gobba ti benedice al tuo ingresso, e di incontrare colleghi e colleghe in sala professori che ti accolgono a braccia aperte gridando in coro Buon anno a te e a famiglia.
Ciascuno reduce di abbuffate, brindisi, letture, regali, viaggi, passeggiate, parenti e comitive; vacanze, feste, sbornie e solitudini condivise al caldo del camino, dei termosifoni o di paesi lontani.
Ritrovarsi al freddo delle aule con i candelotti al naso e la voglia di evadere oltre le sbarre, in un clima di felice, sonnolento, attufato e nostalgico presente, mentre là fuori montagne di monnezza ti fanno Ciao: questo è il rientro a scuola a gennaio, mese di ristrettezze alimentari ed economiche, fioretti, speranze, propositi e palestre; e ancora scrutini, valutazioni, interrogazioni, giudizi, crediti, debiti e pagelle.
Un mese de merda, insomma, per studenti e docenti.

Buon anno a tutti e a tutte, e che sia davvero buono. Almeno fino a luglio!

mafalda

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