Le gioie dell’insegnamento ottantaquattresima

Scuole sicure

di Marika Marianello

Non sono una Signora

Ma perché che fastidio vi danno le guardie a scuola?

So’ ’na merda. Dovrebbero essere i primi protagonisti quando si parla di criminalità, e invece se riducono a comparsate, prediligono le situazioni minori, quelle di comodo, come in ufficio, dove ognuno si preoccupa di svolgere la mansione più semplice e lascia il lavoro grosso a qualcun altro, ma intanto si assicura lo stipendio. Pavidi e vigliacchi: vengono a fare i gradassi con gli adolescenti, a schedare i ragazzini e le ragazzine davanti alle telecamere e si permettono pure battute sui giovani e prosperosi corpi delle fanciulle.

Vabbe’, un po’ d’intimidazione, dài, che volete che sia! Non ha mai fatto male a nessuno! Poi a 18 anni decade tutto!

Ma manco pe’ gnente! Noi siamo assolutamente contro le politiche oppressive e vessatorie che questo governo fantoccio e populista porta avanti: una retorica secondo la quale la sicurezza e la lotta alla criminalità vengono totalmente affidate alla repressione, e non a battaglie culturali. Avremo scuole sicure solo quando non ci crolleranno i tetti e i cornicioni in testa né il pavimento sotto i piedi! Solo quando si rispetteranno le norme antisismiche e ogni territorio sarà libero dalla deriva securitaria di questo Paese razzista; solo quando si punterà all’educazione di genere, all’educazione alla sessualità, all’affettività e alla sostenibilità, e alla diseducazione delle differenze contro ogni tipo di discriminazione. Fin quando il consumo di sostanze come la cannabis non sarà legale e non ci sarà una campagna seria che abbia innanzitutto intenti pedagogici, di educazione sulle droghe e di prevenzione contro l’uso e l’abuso di sostanze, e non interverranno misure utili alla neutralizzazione della domanda di spaccio criminale, non avremmo scuole, strade, parchi, quartieri, né città sicure.

Ora state esagerando! Dovreste esser contenti che il governo investa soldi su di voi: si tratta di un investimento di 2,5 milioni di euro per incrementare i controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato, coprire i costi degli straordinari, realizzare campagne informative e installare impianti di videosorveglianza.

Ma che ce famo noi con i pizzardoni e le telecamere a scòla?! Vogliamo le aule con le LIM, biblioteche accessibili e ben rifornite, dispositivi digitali, docenti di ruolo (e non quarantenni precari e frustrati); palestre non dico riscaldate ma manco delle ghiacciaie per l’abbattimento del pesce con le colonne in mezzo e i soffitti bassi; vogliamo cortili agibili, tapparelle avvolgibili funzionanti, laboratori di lingua, di chimica e d’informatica; vogliamo la carta igienica in bagno e gli ascensori funzionanti per i disabili. L’unico accorgimento — se tale si può definire — di questo governo nei confronti della scuola è stato un investimento di 727mila euro destinati alle “attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli edifici scolastici”: fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Interno, oh, mica dell’Istruzione, come ci si aspetterebbe in un Paese civile! In poche parole, via libera alle guardie dentro e fuori scuola. E la sindaca Raggi ringrazia pure.

Scusate, però: state sempre col telefonino a riprendere qualsiasi cazzata e a farvi duecento selfie al giorno, e mo due telecamere a scuola vi spaventano?

Ma porco zio se avessimo voluto partecipare al Grande Fratello avremmo fatto i provini a Canale Cinque. Se ci siamo iscritti al Liceo è perché le nostre aspettative e i nostri desideri sono altri. Ma è così difficile da capire che quest’ansia di controllo non funziona da deterrente ma che anzi è dannosa per tutti e tutte, studenti e docenti? Che il controllo così esercitato ed esasperato conduce inevitabilmente a forme — anche pericolose — di repressione? Eppure abbiamo già avuto esempi eclatanti… Poi siamo noi ad avere la memoria corta perché bruciata dalle canne…!

E quanto la fate lunga! Il ministro, la sindaca, il dirigente e persino i vostri docenti invocano semplicemente un controllo più capillare e incisivo nei pressi delle scuole, perché spesso si rivelano terreni fertili per gli spacciatori di sostanze stupefacenti. Vogliono soltanto che cresciate e vi formiate in luoghi sani e che acquistiate consapevolezza dei rischi legati alla diffusione delle droghe.

Ma quanta ipocrisia! E perché al Ministero de che se fanno? De camomilla Bonomelli?! Pare che la merce giri solo nelle scuole. È di certo doveroso che il tema dello spaccio di stupefacenti sia assunto come una priorità dalle istituzioni, ma affrontarlo esclusivamente come una questione d’ordine pubblico è una strategia inadeguata e controproducente. Le risorse vanno investite in progetti educativi di prevenzione, piuttosto che nell’irrobustimento dell’apparato di sorveglianza.

Vabbe’ ma uno vi può fare tutti i bei discorsi che vi pare, ma tanto voi vi drogate lo stesso.

E te credo: se l’alternativa è sta’ a senti’ i vostri pipponi e le vostre paternali… Ma poi, perché a noi nessuno ci ascolta? Perché non veniamo interpellati? Perché veniamo sempre trattati come dei cojoni o delle cretine senza alcuna personalità né individualità, come degli scansafatiche fannulloni buoni a nulla? Perché le istituzioni che tanto si ergono a baluardo contro il disagio adolescenziale non ci trattano come dei soggetti pensanti e non vengono a dialogare con noi? Noi in piazza siamo scesi e continueremo a scendere. Noi non ci arrendiamo: siamo il futuro, e a guardarvi negli occhi ci sentiamo ancora più forti, perché si consolidano le nostre sicurezze.

Ovvero?

Che non vogliamo fare la fine che avete fatto voi.

Perché, che fine abbiamo fatto noi?

Quella degli omertosi amici delle guardie, docenti missionari senza autorevolezza né professione.

Manifestazioni studenti

«Nel nostro paese si prepara un’insurrezione. Una controrivoluzione. È cominciata con gli intellettuali che scrivevano cose che non avrebbero dovuto scrivere. È continuata con gli studenti. Gli studenti sono sempre pronti a seminare disordine. Hanno organizzato una manifestazione che è degenerata in sommossa contro le forze dell’ordine. Ma tutto questo è diventato veramente pericoloso quando gli operai e addirittura parte dell’esercito si sono uniti agli studenti.»
Ágota Kristóf, Trilogia della città di K. (La prova)

 

Trovate un po’ di link utili qui: Sapienza Clandestina

Una cosa al volo sui licei romani_ (Z)Zerocalcare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...