Le gioie dell’insegnamento settantaseiesima

Relazione di classe

di Marika Marianello

spiderMan

La classe è composta da 16 maschi, 17 femmine e 2 transgender.

Dall’indagine conoscitiva svolta all’inizio del mandato per individuare il tessuto ambientale, il disagio latente, la quantità di monnezza non ritirata nel quartiere, il numero di buche per arrivare a scuola, le carenze affettive, le lacune mai colmate divenute abissi, i cortili in disuso e le palestre non a norma, il contesto socio culturale degli alunni e delle alunne e i relativi bisogni fisiologici, è emerso innanzitutto che se c’è qualche speranza tanto vale riporla altrove.

In primo luogo, quanto al numero di stranieri per classe, bisogna sottolineare che le ragazze di seconda generazione vantano un rendimento scolastico di gran lunga migliore rispetto ai loro compagni italiani, nonostante gli epiteti che vengono spesso loro rivolti, da “negra de merda” a “sporca negra” o “tornatene a casa tua” e nonostante la campagna razzista, demoralizzante e demotivante di alcuni politici contro lo Ius soli: sono ragazze e ragazzi che non hanno la cittadinanza italiana e che non possono godere di quei diritti che la scuola insegna loro, e che incarnano il paradosso di una discriminazione evidente alla quale ne seguono tante altre; vengono orientati sin dagli insegnanti della scuola media, su basi meramente impressionistiche, a indirizzi tecnici-professionali (le famose scuole di serie B) piuttosto che scientifici o umanistici, dal momento che gli stessi docenti hanno ormai introiettato l’orientamento come uno strumento di selezione per rispondere a un’esigenza sociale sempre più selettiva: negli ultimi anni si assiste a un vertiginoso allargamento della forbice tra ricchi e poveri  — in tutte le nuove declinazioni del termine “povertà”. Allargamento e divario che la scuola non si preoccupa minimamente di attenuare, bensì le ripropone e le alimenta.

Quanto alle ragazze e ai ragazzi stranieri appena arrivati e che si sono iscritti a settembre, in genere hanno abbandonato dopo i primi mesi di scuola, viste le insormontabili difficoltà linguistiche e relazionali cui fa da controparte la frustrante impotenza di docenti sottopagati e stretti nella morsa del tempo e dello spazio che non hanno né modo né mezzi per includerli nel percorso d’apprendimento della classe, a parte qualche sporadico e solitario tentativo di singoli insegnanti portati avanti con tenacia negli scampoli che avanzano tra un’ora e l’altra, tentativi, questi, che contraddistinguono più lo sforzo di alcuni missionari volontari che non altro, poiché si tratta di lavoro sommerso e non retribuito tout court.

Per il resto, si tratta di una classe abbastanza articolata, numerosa, rumorosa e alquanto rompicojoni: i livelli di partecipazione e di entusiasmo seguono pedissequamente gli sbalzi d’umore e d’ormoni tipici dell’adolescenza, umori che variano con la stessa velocità con cui vengono aggiornati gli status di Facebook o di Whatsapp: o sono totalmente assenti, rasenti all’apatia più amorfa e impenetrabile, o sfiorano picchi altissimi, a dir poco sopra le righe. Bisogna anzi specificare che alcuni studenti le righe non le hanno proprio mai viste, neanche sul quaderno, per cui spesso la lezione consiste in un richiamo continuo a regolarsi e a ridimensionarsi e il ruolo della docente è confinato a quello di baby sitter, contenitrice di fiumi in piena e domatrice di leoni in calore.

Il livello di curiosità cognitiva dei ragazzi e delle ragazze, se stimolati e pungolati a dovere, risulta in certi casi anche interessante, tant’è che  quando je gira bene affrontano persino con interesse più o meno costante le attività proposte, sebbene però siano pressoché inesistenti gli alunni e le alunne che effettivamente si impegnano nel lavoro individuale a casa — quando una casa ce l’hanno.

Dal punto di vista disciplinare, inoltre, la classe non ha la minima idea di cosa voglia dire seguire le norme che regolano la vita scolastica e la vita in generale: è assolutamente incapace di autocontrollo e autodisciplina e negozia continuamente le regole, arrivando in molti casi ad attaccarsi ai lampadari e a camminare sulle pareti tipo Spider Man dei poveri e ad assumere atteggiamenti arroganti e prevaricatori nei confronti di colleghi e docenti. Tuttavia, non c’è molto da biasimarli, dal momento che in questo importante processo di crescita l’esempio che viene proposto loro dagli adulti che li circondano, a casa e in società, non li aiuta di certo nel loro percorso formativo verso una cittadinanza attiva e responsabile.

E poi niente, ce stanno i soliti quattro bulletti esaltati e maleducati con gli sguardi da pesce fracico, che pare che je rode sempre er culo e che l’hanno appena data al cesso, oppure quelli che sbiascicheno e che nun je la fanno manco a mette in croce due parole due. Bulletti che smascellano di continuo, indipendentemente dal ceto sociale d’appartenenza, accompagnate da pischellette evanescenti, depresse, scoglionate e infelici.

Tuttavia, non mancano studenti che fanno sperare in un mondo migliore e che rafforzano la convinzione diffusa che questo sia il lavoro più bello del mondo, perché “se con quello che facciamo riusciremo a cambiare un po’ la vita anche di un solo studente, tutto il nostro lavoro avrà avuto un senso.”

Sebbene, come sempre, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, la citazione vuole essere un omaggio a una persona con cui ho avuto il piacere di collaborare e che è venuta a mancare un anno fa.

colosseo quadrato.jpg

http://www.ammazzacaffe.org/3003-2/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...