Le gioie dell’insegnamento sessantaseiesima

Le armi dell’insegnante

di Marika Marianello

armiFinalmente: era ora che a qualcuno venisse la geniale idea di armare gli insegnanti! Peccato davvero che un’idea così brillante sia venuta a Trump e non vanti il Made in Italy. Previo addestramento, poi, mica alla cazzo di cane. E per giunta ti danno pure il bonus, e me’ cojoni: roba che tu pagheresti oro per andare a scuola con un bell’arsenale nascosto nello zaino dei libri.

A chi sbadiglia senza mettersi la mano davanti alla bocca, ad esempio, pianteresti una bella pallottola nell’ugola con una P 38 come nelle migliori tradizioni: vediamo poi se si azzarda a rifarlo.

A chi ti interrompe mentre spieghi un concetto profondo, sublime ed elevato, risponderesti con un tiro di fucile ad alta precisione sulla spalla destra, così la prossima volta alza quella cazzo di mano e ci pensa due volte prima di sparare la solita minchiata a vanvera.

A chi si lobotomizza su Internet, tra giochetti, Instragram, Whatsapp e Facebook, lanceresti direttamente un razzo con il bazooka in dotazione facendogli esplodere telefonino e postazione.

A chi gira per la classe senza permesso scaricheresti una raffica di colpi con una mitraglietta Beretta MAB 38, riducendolo a uno scolapasta inutile, perché serva da monito a chi volesse seguire le stesse pulsioni di lasciare il proprio posto a sedere per raggiungere mete lontane e proibite.

A chi ciancica le gomme indisturbato/a faresti due buchi in testa con una semiautomatica, così magari gli crescono le corna, come ai ruminanti, appunto.

Alla bidella bora e zoticona che entra senza bussare e urla: «Pressore’ ce ssa ’na circolare», riserveresti il trattamento speciale con il cannone rotante.

Al bidello cafone, scansafatiche e culone, un colpo da mortaio calibro 60 mm tranquillo tranquillo.

Alla collega con tre dita di fondotinta, 1 kg d’ombretto blu, un’impalcatura di terra e un manto di matita per le labbra che parla male degli studenti, dei colleghi e dei figli, una semplice ma efficace bomba a mano.

Al collega viscido e marpione che ti molesta ad ogni sguardo, un colpo di lupara dritto alle palle.

La lista di repressioni e frustrazioni cui dare finalmente un taglio netto con un colpo di sciabola o d’arma da fuoco sarebbe molto più lunga, e molto probabilmente terminerebbe con un bell’ordigno a Viale Trastevere 76 perché «Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro, non sa con quanto amore mi dedico al tritolo».

protesrtaArmiUSA

Non servono insegnanti armati di conoscenza, empatia e pazienza, ben stipendiati, preparati e formati. Dopo Columbine, Sandy Hook e Parkland, ecco alla fine le giuste contromisure: più armi per tutti.

Gioia in segno di solidarietà con i ragazzi e le ragazze che protestano contro la violenza provocata dall’uso delle armi nelle scuole.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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