Le gioie dell’insegnamento cinquantunesima

La dura legge della compensazione

di Marika Marianello

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Vista la Gioia della scorsa settimana — un po’ cattivella, devi ammetterlo, ma che mostro sei?!? — hai deciso di correre ai ripari, prima che la Dirigente si accorga del Blog e ti sospenda per ora e sempre dalla tua missione all’insegnamento della materia che risponde al pratico nome di: Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (SPAGNOLO). D’altronde, mica si trattano così dei ragazzi e delle ragazze in piena crisi adolescenziale: non sai mai cosa abbiano vissuto o stiano vivendo quelle dolci creature incolte che ai tuoi occhi appaiono così immonde e irrecuperabili. Certo, mo non è che puoi fa’ la psicologa buonista di ogni preadolescente che ti sbadiglia davanti o che si scaccola alla ricerca del tesoro sepolto nel muco secco delle narici, però, dai, pure puntare un mitra e “sparare a mansalva contro chiunque provasse a fare capolino”, forse è un tantino esagerato…). E dunque, in nome della buona condotta e del politicamente corretto, e nel rispetto della più alta schizofrenia e della legge della compensazione secondo la quale esiste una tendenza spontanea a riequilibrare nel medio-lungo termine eventuali anomalie o disfunzioni e disturbi vari, e per aprire il varco a un barlume di speranza, Ragione e Sentimento, entri in classe contrita, con lentiggini, trecce e mani giunte all’altezza del petto: alla Anna dai capelli rossi, un romanzo del primo Novecento — e un cartone animato degli anni ’80 e ancora in onda ogni mattina prima di scuola su Italia Uno — che ha formato generazioni di bambine sul significato profondo dell’educazione, del lavoro di cura, della tragedia familiare e dello spirito di sacrificio.

L’anima autoritaria del Generale Hartman ha lasciato il posto a quella del Maestro Perboni, quella figura triste e mesta dal volto serio e “la sua ruga dritta sulla fronte”, che in quel fatidico 17 ottobre 1881 dice ai suoi ragazzi: «Abbiamo un anno da passare insieme. Vediamo di passarlo bene. Studiate e siate buoni. Io non ho famiglia. La mia famiglia siete voi. Avevo ancora mia madre l’anno scorso: mi è morta. Son rimasto solo. Non ho più che voi al mondo, non ho più altro affetto, altro pensiero che voi. Voi dovete essere i miei figliuoli».

E uno ad uno, una ad una, perché ora le classi sono miste, non come ai bei tempi del libro Cuore, baci la fronte dei tuoi figliuoli e figliuole e li perdoni.

Lucy_Maud_Montgomery

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