Le gioie dell’insegnamento quarantaquattresima

L’ultima settimana di scuola

di Marika Marianello

ultimo

Quando il tempo sembra scorrere denso come un magma verso la Valle del Bove, gli uccellini hanno il canto morto nell’ugola e le anime si disperano immobili nel Limbo del recupero del non recupero delle carenze non recuperate.

E tu sei lì che annaspi, nella successione infinita di tempi siderali incommensurabili, di tempi morti e sepolti, di istanti eterni che lasciano intravedere una fioca luce all’orizzonte ma che si allontana e si rimpicciolisce a poco a poco che ti avvicini, disperata. Come il Cuppolone de’ via Piccolomini, che fugge via.

Gli ultimi giorni di scuola sono un’urgenza fisiologica incontenibile che tu trattieni, trattieni, pensando Ce la posso fare, mi sto pisciando sotto ma ce la posso fare, perché finalmente ci sei quasi, sei in ascensore e il momento in cui ti libererai la vescica si avvicina, dunque, piano dopo piano, ma l’ascensore è un moto perpetuo e sembra non arrivare mai, e quanto più si accende la lucina del piano successivo tanto più ti scappa. Pensi Ci sono quasi, manca poco, sono gli ultimi piani, le ultime lucine, tra poco sarò a casa, seduta sul mio cesso, e già ti pregusti la sensazione di leggerezza, e allora ti sbottoni i pantaloni e prepari la chiave, così ti avvantaggi, pensi, perché la tua mente ha isolato quell’unico frangente da tutti gli altri pensieri e, ossessionata, visualizza uno a uno, scanditi, tutti i passaggi che la separano dall’ascensore fino alla agognata liberazione dell’apparato urinario: settimo piano + chiavi + porta + mollo tutto sul pianerottolo + scatto felino = bagno. Ma tra il quarto e il quinto piano intercorre un’era geologica, tra il quinto e il sesto un’epoca glaciale: forse stai salendo in Paradiso o nella navicella di Star Wars, e tra il sesto e il settimo ti perdi pure un paio di goccioline che ti inumidiscono le mutande, ma tu continui imperterrita a pensare che sei ancora in tempo per non pisciarti definitivamente addosso.

I tuoi genitori, parenti, amici, conoscenti e simpatizzanti che ti dicono, con tono estivo, amorevole, leggero e frivolo: Dài, sono gli ultimi giorni di scuola, è quasi finita, ecco, loro non sanno che dietro quel quasi si cela il Proterozoico, l’incontinenza emotiva generale e deliri di varia specie e natura umana e disumana.

E tu stai seriamente per pisciarti addosso.

urinare

 

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