Le gioie dell’insegnamento trentaseiesima

Lo sciopero the day after

di Marika Marianello

mafalda

Sei così soddisfatta di questo Lotto Marzo, così piena, così rincuorata: è stata intensa la condivisione in piazza dalla mattina alla sera con altre donne, insegnanti, educatrici, ricercatrici, bidelle, mamme, nonne e zie.

Certo, ti dispiace un po’ per tutte quelle donne, magari mamme, che non solo non hanno supportato lo sciopero globale dal lavoro di cura, produzione e riproduzione, ma che addirittura lo hanno criticato perché si sono sentite costrette a tenersi a casa i pargoli. Già, perché la scuola è considerata alla stregua di una grande agenzia interinale di baby-sitter, e non, ad esempio, come un luogo che coinvolge alcuni individui che godono di certi diritti, tra cui lo sciopero, ovvero quello strumento — per alcuni un po’ desueto, per altri ancora molto efficace — che si prefigge un cambiamento o comunque la manifestazione chiara e altisonante di un dissenso. Cambiamento che, questo è certo, riguarda tutti i soggetti che, volenti o nolenti, frequentano, lavorano o anche solo orbitano attorno al mondo della scuola. Insomma: non è stato ben compreso il disagio causato da una cinquantina di Paesi in sciopero, Paese più, Paese meno. Comunque: a quelle mamme, per la loro progenie, auguri di tutto cuore una Buona Scuola, senza se e senza ma, piena di Alternanza Scuola-Lavoro gratuito, Invalsi, precarietà e discontinuità didattica, senza inclusione, senza sostegno, senza sportelli ascolto, senza presidi medici, senza dispositivi tecnologici, senza fondi, senza bidelle, senza riscaldamento e senza carta igienica. Senza rancore: tanto a lamentasse so’ boni tutti, specie se di scuola e senza aver mai messo piede dentro un’aula negli ultimi quindici anni. Chi auspica una trasformazione radicale in qualche modo dovrà pur fare la sua parte: poi è anche vero che chi non fa non falla e pace. Dalle mia parti, però, si dice falla grossa, e sbrigati pure.

Ad ogni modo sei certa che a qualcosa è servito.

Pensi Non sentirò più frocio o puttana usati come insulti per i corridoi; nessuno imprecherà più urlando Porca Eva quella mignotta smandrappata; nessun’insegnante giustificherà più uno stupro o una molestia con qualsiasi frase che in sostanza sta a significare Se l’è cercata; non ci saranno più studenti traumatizzate che celano tabù o storie misteriose fatte di preti o padrini o vicini di casa; forse si potrà insegnare una Rosalind Franklin o una Frida Kahlo senza più risultare troppo stravaganti; chissà se nessun insegnante si rivolgerà più con tono ammiccante o dispregiativo nei confronti di una collega o, peggio ancora, di una studente; probabilmente nessun bulletto giocherà più alla pacca sul culo Tanto è la donna mia; verosimilmente esisterà una declinazione al femminile per alcuni mestieri senza che qualche becero lamenti una violenza linguistica senza precedenti; addirittura le persone si rivolgeranno ad alcune professioniste chiamandole con il titolo che si sono meritate ad esempio studiando, che so, architetta o ingegnera, e non Signorinella o Signori’ o Signo’; le femminucce aspireranno ad avere un po’ di cultura oltre a vestiti nuovi, unghie luccicanti e tette sode per tutta la vita; magari si sentiranno meno obbligate a competere di continuo per un po’ di visibilità perché avranno spazio a sufficienza per esprimersi; magari, pensi, mostreranno la loro intelligenza e non per forza le tette o le chiappe; magari ci saranno meno principesse frustrate, deluse, bulimiche, anoressiche, depresse, malmenate, malpagate e sfruttate; magari ci saranno meno principi azzurri, meno machos e più uomini; magari ci saranno più bambine che da grande vorranno fare, che so, l’astronauta, la scienziata, la matematica, la medica, la scrittrice, piuttosto che la modella o la velina; magari ci saranno più mamme.

Magari.

princess disney

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...