Le gioie dell’insegnamento trentacinquesima

Verso l’8 marzo

di Marika Marianello

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La decostruzione degli stereotipi di genere è un lavoro lungo, faticoso e spesso — molto spesso — frustante, e in questo percorso, lo si voglia o no, si inserisce la scuola, sì, quella struttura 3-16 anni che si occupa di formare cittadini e cittadine.

La scuola gioca un ruolo fondamentale, un ruolo troppo spesso sottovalutato, dalla società che tanto è l’origine di tutti i mali, dagli/le studenti che tanto disconoscono tutto ciò che succede fuori e dentro di loro, dai politici che va be’ no comment, e dai docenti stessi. I docenti e le docenti, sì.

L’80% del corpo docenti è costituito da donne che, inconsapevolmente o meno, veicolano attraverso il proprio corpo un sapere strutturato e consolidatosi all’interno di un sistema maschio. Le donne insegnano la storia dell’uomo, il genere maschile universale e la letteratura italiana che vanta una sfilza di grandi poeti, romanzieri e scrittori, dedicando poi di tanto in tanto un piccolo riquadro a margine a qualche donna che si è meritata il tanto temuto suffisso al femminile.

Si dirà: Ma l’italiano, in quanto lingua romanza, funziona così. Già. Eppure non bisogna aver studiato l’ipotesi di Sapir-Whorf per scoprire quanto lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano sia influenzato dalla lingua materna, ovvero quella in cui pensa.

Lo spagnolo, ad esempio, lingua ufficiale in ben 21 Paesi e diffusa ovunque nel continente americano, asiatico, africano ed europeo, ha coniato un termine di larghissima diffusione come machismo, con tutte le connotazioni annesse e connesse. Si pensi poi a tutte quelle parole spagnole che declinate al maschile godono di una connotazione positiva mentre al femminile ne evocano di assolutamente negative. Qualche, notissimo, esempio:

Adúltero: Infiel

Adúltera: Puta

Atrevido: Osado, valiente

Atrevida: Insolente, mal educada. Puta

Aventurero: Osado, valiente, arriesgado

Aventurera: Puta

Callejero: De la calle, urbano

Callejera: Puta

Fulano: Hombre al azar

Fulana: Puta

Golfo: Masa de agua marina, parcialmente rodeada de tierra

Golfa: Puta

Lobo: Mamífero predador rapaz y feroz. Hombre experimentado y agresivo

Loba: Puta

Ligero: Hombre débil y/o sencillo

Ligera: Puta

Hombre público: Personaje prominente

Mujer pública: Puta

Hombre que vende sus servicios: Consultor

Mujer que vende sus servicios: Puta

Perro: Mejor amigo del hombre

Perra: Puta

Puto: Don Juan

Puta: Puta 

Come si dice manette in spagnolo? EsposasMujer in spagnolo vuol dire femmina, donna e moglie allo stesso tempo: un solo significante per una molteplicità di significati e connotazioni diverse.

Dice che la scuola deve insegnare l’emancipazione: lo afferma con convinzione senza rendersi conto che la Scuola non è un’istituzione impersonale ma è fatta di uomini e donne (soprattutto donne) che hanno ormai interiorizzato i modelli e gli stereotipi di genere che la società così generosamente offre loro, stereotipi che vengono automaticamente riproposti nell’insegnamento, attraverso i gesti, le parole, i testi. In una parola: l’essere.
Non è la prima volta che senti commentare la notizia di uno stupro, *in classe*, da docenti, con frasi del tipo: «Certo era una cretina perché sembra che chattasse con quei due immigrati.»

«Non è possibile emancipare chi non vuole essere emancipato. Come i notabili di Flatlandia.» (Cit. La storia umana della matematica, Chiara Valerio, Einaudi).

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