Le gioie dell’insegnamento ventinovesima

Giochi di ruolo

di Marika Marianello

professoressa

Ormai ti sei calata alla perfezione nel tuo ruolo: nel ruolo di Professoressa, che la mattina si sveglia, si veste, si trucca e si pettina da professoressa, sebbene non abbia ancora ben capito quale sia l’abbigliamento, il trucco e la pettinatura che meglio si addice ad una “Professoressa”. Solo la sveglia ti è chiara: Inclemente, così l’hai chiamata sul telefonino.
E quindi tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, entri a scuola, puntuale al suono della campanella, e assolvi le funzioni per cui sei stata gentilmente nominata, anche quest’anno, dal tuo mitico Ministero. Mitico perché dài: basta un 6 per essere ammessi alla Maturità e il diploma di terza media per essere Ministra, ma non bastano lauree, concorsi e abilitazioni varie per essere un’insegnante a tutti gli effetti. Ovvero, di ruolo. “Ministero 6 Mitico”, così hai scritto sul tuo diario.

Ti giri quando ti chiamano Prof o Profe o Professoressa o Pressore’, perché sì, incredibile ma vero: ce l’hanno con te. Leggi con meticolosa dedizione dalle 20 alle 50 circolari, comunicazioni, avvisi, prenotazioni colloqui, rogne della segreteria, incontri didattici, offerte di formazione obbligatoria, convocazioni consigli-scrutini-collegio, pizza di Natale-Pasqua-FineAnno, GitaFormativa, AlternanzaScuolaLavoro, CentoGiorni, Cogestione, ecc., che ti intasano la casella postale ogni santo giorno: pensi siano un’imperdibile fonte d’ispirazione per le tue Gioie. Ti consegni inerme alle interrogazioni delle mamme dei tuoi alunni madrelingua – e non – che vengono a testare il tuo livello di spagnolo: ti porti sempre un curriculum dietro, nel caso te lo chiedessero. Compili il registro in tutti i suoi meandri: i giudizi, il voto unico, le annotazione giornaliere, le assenze, i voti in condotta. Correggi le infinite produzioni scritte dei tuoi centoventotto adorabili alunni: ti diverti a trovare i siti Internet da cui hanno copiato e incollato senza pudore, segnando No vale in rosso e con un punta di sano sadismo, e ti commuovi quando invece non copiano. Sopporti stoica lo sguardo insolente del bidello gaggio che ti considera una femmina buona a nulla: hai deciso che gli pagherai un corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione InterGender e Fotocopie Fronte Retro all’Università di Spinaceto. Subisci, da brava novizia, il mobbing dei colleghi di ruolo: un giorno toccherà a me, ti consoli.

Tutto in nome del ruolo che stai giocando, ogni mattina, nelle vesti della Professoressa precaria, vocata e dedita, un po’ malata di Supplentite e di Terza Fascia. Ma tanto la scuola finisce, pensi, finirà presto, oh se finirà, e la tua missione anche, e con lei tutto e tutti andranno a farsi fottere, come ogni anno, il 30 giugno. Anche tu.

role-play

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