Le gioie dell’insegnamento venticinquesima

Gli studenti (prima parte)

di Marika Marianello

hooligans

Partendo dalle innegabili, indiscutibili, incontrastabili e inoppugnabili verità che ogni generalizzazione muore nella morsa della sua stessa invalidità, che i luoghi comuni hanno l’applicabilità di un teorema infondato e che ogni scarafone è bello a mamma soja, e tenendo conto che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale e che la scuola pubblica è un fuoco sacro dove ognuno di noi ha bruciato per un minimo di otto anni e un massimo di quindici/venti, e che non sei una psicologa né tantomeno un’assistente sociale ma solo una personcina a modo, sensibile ed educata, semmai con un qualche vezzo ironico di troppo, hai ben chiaro che non puoi parlare delle gioie che l’insegnamento ti regala a profusione ogni singolo giorno della tua umile esistenza da supplente precaria senza parlare di loro, la ragion d’essere dell’istituzione scolastica, obiettivo delle riforme e di ogni unità didattica: gli studenti.

Il maschio Alfa: lo studente cui non devi chiedere mai. Nulla.

La donna Alfa: vi rispettate, anche se a volte vorreste reciprocamente prendervi per i capelli.

Il belloccio: quello che ti guarda di sguincio con un sopracciglio alzato e gli occhi leggermente socchiusi e ti chiama Baby o Amo’ o Teso’. Non puoi dargli una testata perché sennò ti denunciano.

Il nazista: quello che ti fa il saluto a braccio teso, ripetendo come un mantra Sieg Heil; ha il riporto poco sopra l’orecchio e il baffetto tipico. Cerchi di non dargli corda: tanto prima o poi ti attraverserà la strada lontano dalle strisce, pensi.

Il ribelle: quello che Só pra Contrariar, in pieno conflitto con l’autorità, il potere, il sistema, le convenzioni e via dicendo. A rischio bocciatura ed espulsione. Con lui devi giocare di psicologia inversa, solleticando il suo irrefrenabile desiderio di trasgressione, tipo: non studiare tanto ti promuovono. In realtà è un giovane Holden: l’adolescente in piena formazione, più o meno consapevole, del proprio sé, che intimamente e profondamente vive il controverso e difficile passaggio dall’età infantile a quella adulta. È un BildungStundent turbato, impaurito, tormentato. Ami il suo ardore romantico, sebbene un po’ anacronistico, da Gioventù bruciata. Perché anche tu sei una romantica, in fondo.

L’anarchico: il vecchio Alex, il Jack frusciante nostrano che rifiuta le consuetudini borghesi ostentando atteggiamenti punk che in parte condividi. Tranne quando sputa in corridoio: quello è troppo anche per te.

Il secchione: primo banco, ascella importante e mano perennemente alzata. Con molta probabilità arriverà a dirigere una banca, si comprerà le Hogan e ci proverà con la dipendente che lo denuncerà per mobbing o stalking.

L’intelligente che però non si applica: è più classico di Tolstoj. Riesce sempre a sfangare le interrogazioni e i compiti in classe perché è intuitivo e riesce laddove molti dei suoi compagni falliscono: il ragionamento.

L’Hooligan: quello che ti dice, serioso, Quando prendi un paio di pugni e ti accorgi di non essere di vetro, non ti senti vivo finché non ti spingi fino al tuo limite.

To be continued…

(Un istituto qualsiasi di un quartiere romano qualsiasi.)

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