Le gioie dell’insegnamento quindicesima

Educare alle differenze

di Marika Marianello

Tu che provi a educare alle differenze mentre in classe bestemmiano qualsiasi divinità ultraterrena, nostrana e non, si tirano il cancellino, si malmenano e si insultano chiamandosi ebrea, cicciona, pianta grassa, arababbà, kebab, falafel, frocio de merda, lesbicona forbicette, marchettaro, strappafiletti, negro che non sei altro, albino, drogato, magnapatate, tossicomane, cuba libre, Stracomunitario, tua madre quella zoccola sulla Pontina col perizoma.

Mentre qualche collega ti guarda, tra l’invidioso e il diffidente e il provolone, i piercing, i tatuaggi, l’anulare sinistro senza fede: si aspettano che faccia coming out da un momento all’altro o che ti spogli in piedi sul tavolo della sala professori offrendoti al miglior offerente maschio. Perché o sei una lesbica o un’impura, se alla tua età ancora non hai la fede al dito.

D’altronde, chi l’ha detto che un’insegnante non può andare a un after di musica elettronica il sabato sera con le cattive compagnie, pomiciare col dj o con la più fica della pista e andare poi il lunedì mattina, linda e pinta, verifiche corrette sotto il braccio, a fare la differenza in classe?

Ok ragazzi, continuamo la prossima volta: portate un’altra canzone che vi piace su cui lavorare. E… bravi, ottima scelta per quella di oggi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...