Le gioie dell’insegnamento quattordicesima

Il Concorso a Cattedra 2016

di Marika Marianello

tutuOgni volta che qualcuno ti chiede Ma tu il concorso lo hai fatto ti viene l’ansia da prestazione, approvazione e abilitazione: è per questo che stringi i denti e i pugni in tasca senza sapere bene se mentire spudoratamente o se confessare umilmente che sei una sfigata di Terza Fascia. Una precaria senza speranza. Una supplente incallita in via d’estinzione e in attesa di convocazione. Cioè, in parole povere, un’insegnante di Serie B. Ma non devi vergognarti, cucciola, lo sai fin troppo bene che in Italia, così come esiste il Campionato di serie A e di serie B, esistono i Quartieri di serie A e di serie B, con le Scuole di serie A e di serie B, gli Alunni di serie A e di serie B, gli Insegnanti di serie A e quelli di serie B, ovvero gli sfigated teachers.

E però il culo, ammettilo, un pochino ti rode: una maratoneta come te scartata a priori dalla Corsa alla Cattedra 2016; una ballerina del tuo calibro messa in un angolo al Ballo della Buona Scuola; una delicatissima fanciulla della periferia romana in pieno riscatto sociale bandita dalla guerra tra poveri; insomma, una fighter de primera come Magika esclusa dalla Lotta al posto fisso che, diciamolo, fa gola un po’ a tutti, grandi e piccini, abilitati o meno. E ti rode se non altro perché lo sai bene gran figli di chi sono a Roma quelli che si ritirano dalla lotta. Tuttavia, bisogna precisare che tu dalla Lotta dell’anno 2016 ai ben 63.712 posti in Cattedra spalmati per tutto il territorio italiano, 20.000 più 20.000 meno, non ti sei ritirata, no: ti hanno gentilmente esonerato. Sai che palle effettivamente studiarsi i programmi fantasmi aspettando con ansia la pubblicazione delle sedi e delle date d’esame, all’ultimo momento, così, come se si trattasse di un Techno Rave Party sperduto trai monti. Tuttavia la piccola Reginetta del Ballo che timidamente si cela in te si sente – come dire – offesa: non hanno ancora aperto le danze della Buona Scuola che ti hanno già levato la corona, imbrattato il tutù, spettinato lo chignon, vomitato sulle ballerine, soffiato lo scettro e, per giunta, a screzio, rubato pure il fidanzato. E no, solo perché a scuola non porti i tacchi alti come fa invece la moglie di Renzi, quella che ha vinto il posto fisso nella scuola sotto casa?

Ma scusa: quali sono i tuoi demeriti? Ti chiedi: e la Laurea, la Specialistica, il Master, i Certificati, l’esperienza sul campo di battaglia… non contano proprio niente? E poi i candidati che parteciperanno al Concorso, che per semplificare e non creare ulteriore confusione indicheremo di seguito con le sigle PAS, TFA, SISS, GaE…, non sono stati già selezionati cento volte tra Lauree, Dottorati, test d’ingresso, tirocini, anni d’insegnamento…? Non hanno già pagato fior di bruscolini per le varie abilitazioni? (Ah perché non ti abilitano gratis, certo, se mai a qualcuno fosse venuto il dubbio.) Ma insomma: su cosa devono essere ulteriormente selezionati? Voglio dire, il Campionato della Scuola a un certo punto finisce e quei PAS, TFA, SISS, GaE stanno ancora alle selezioni? E l’arbitro chi sarà? Ma poi non esistono fiumi di cattedre vacanze? E non esiste una graduatoria? E di questo passo alle assunzioni in Terza Fascia quando ci arrivano?

È che quando ti dicono che hai tutta la vita davanti intendono una vita da precaria.

Il punto allora non è l’inserimento di elementi di meritocrazia e valutazione, come qualche sapientone vuole farti credere, perché su quelli saremmo tutti d’accordo, specie in un Paese che campa su altre priorità, ma: di quali meriti si tratta? E Chi valuta Chi? E su Cosa? Ti viene il dubbio che questo Concorso di Bellezza sia una vera buffonata strutturata per farsi belli agli occhi dell’Europa e per giustificarsi dei Taaaaanti contratti a tempo determinato nel mondo dell’istruzione (dove è importante la continuità didattica, sì, ma soprattutto: i soldi ce li avete per assumere e aggiustare le scuole che cascano a pezzi, e allora che cazzo ce fate?!?) e per tagliare fuori insegnanti che da anni insegnano, valutano, promuovono e bocciano nelle nostre povere scuole. Un concorso dove le griglie di valutazione sono state plasmate ad hoc sulle varie commissioni; dove gli insegnanti delle commissioni sono stati ignobilmente sottopagati (quindi quali erano i requisiti per essere esaminatori? La disponibilità ad essere pagati una miseria?) e dove i quesiti erano formulati in modo oscuro e nebuloso, a tal punto da risultare ancora un arcano a tutti, siano canditati siano esaminatori, quali competenze intendessero effettivamente valutare, se dattilografia rapida o nozioni mnemoniche o la capacità intuitiva dei candidati…
D’altronde non ci vuole molto a capire che una riforma scolastica imposta dall’alto, senza alcun tipo di riflessione vera, attenta, che parta da chi la scuola la fa (o la subisce, se vogliamo), è già una riforma che non funzionerà e accontenterà soltanto chi siede alla destra del potere.

Figurati un Concorso così pensato alla cazzo di cane.

E allora riponi il tuo bel vestito tutto paillettes e fronzoli nell’armadio in attesa del prossimo Concorso e ti focalizzi sulla domanda cruciale che non è Perché tu non hai potuto partecipare al Concorso, bensì Ma a che minchia serve ’sto Concorso. E glielo chiedi direttamente al tuo premier, che di risposte ne ha fin troppe, e in Inglish, ché Lui l’Inglish lo mastica davvero bene, specie quando ci rappresenta a Bruxelles: Lissen tu mi, Mr. Matthew, I have a FAQ: but a what cazz serv ’sto Concourse?

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