L’asilo nel bosco a Lanuvio

di Valentina Caracuta e Simone di Monte

20151112_123833Qualche anno fa cominciò a circolare nel web l’immagine di un cartello di legno in mezzo agli alberi su cui era scritto: “in questo piccolo pezzo di mondo non è vietato giocare a palla, saltare sulle balle, salire sugli alberi, ridere a crepapelle, sporcarsi, giocare con l’acqua, urlare di gioia, andare nelle pozzanghere”.
Con questo manifesto di libertà si diffondeva la notizia dell’apertura dell’Asilo nel Bosco di Ostia, un’esperienza ispirata agli asili nel bosco europei e riadattata al contesto locale.

L’asilo nel bosco è un modello educativo nato in Danimarca negli anni ’50, adottato successivamente da molti altri paesi d’Europa e diffuso già da alcuni anni anche in Italia, che affonda le sue radici pedagogiche nella relazione uomo-natura come elemento fondamentale per il sano ed equilibrato sviluppo.
Si propone di rispondere ai bisogni dei bambini attraverso una quotidianità scolastica svolta per la maggior parte del tempo all’aria aperta.
Nell’asilo nel bosco la classe, intesa come tradizionale spazio chiuso e monotono, scompare e lascia il posto all’ambiente esterno ricco di stimoli e continui cambiamenti.

Da quando è nato, il progetto Asilo nel Bosco di Ostia ha raccolto risposte incredibilmente positive da parte delle famiglie, delle istituzioni, del mondo della ricerca e della cittadinanza, tanto da portare alla decisione di aprire anche le elementari.
Tutt’altro che isola felice lontana dal mondo, l’Asilo nel Bosco mantiene relazioni con le scuole pubbliche e favorisce visite reciproche, organizza corsi di formazione per chi è interessato ad aprire un asilo nel bosco, fa parte di una rete che include diverse università italiane ed estere.

Da quest’anno l’esperienza di asilo nel bosco si è estesa anche a Lanuvio, presso la struttura La Casa di Pietro, grazie al lavoro di diversi educatori che hanno maturato esperienza in altri asili e alla collaborazione con l’associazione di genitori Arti in Viaggio.
Pubblichiamo il loro contributo, che illustra principi ed obbiettivi del nascente progetto.

La realtà dell’asilo nel bosco di Lanuvio nasce dal vissuto e dall’incontro delle esperienze di varie persone in campo educativo. Le realtà in questione sono l’associazione Artinviaggio e l’associazione La Casa di Pietro che ospita il progetto; la prima è formata da educatori e maestri d’arte orientati all’educazione, mentre La Casa di Pietro è un centro di aggregazione e inclusione sociale che da anni sviluppa progetti e laboratori con le scuole e campi estivi, con una particolare attenzione alle attività di integrazione, occupandosi anche di formazione.
Si è appena concluso il primo anno di sperimentazione, con risultati confortanti e con un entusiasmo tra operatori, genitori e soprattutto tra i bambini, che ci spingono a proseguire l’anno venturo.

20151021_122117La nostra scuola trae ispirazione dalle esperienze di asilo nel bosco del nord Europa,
dove sono diffusi da oltre cinquant’anni, e da altre teorie, come quelle di Montessori, Steiner, Agazzi, Freire, Rousseau e Gardner, che si sono dimostrate efficaci in questo anno di intensa e appassionata sperimentazione. Non crediamo possano esistere metodi validi in tutti i tempi e in tutti i luoghi, per questo attingiamo da diverse fonti per creare un modello educativo che sia efficace oggi nel nostro territorio.

Nell’educare all’aria aperta abbiamo trovato un ambiente fertile per sviluppare alcune attitudini innate nel bambino come fantasia, creatività,immaginazione e madre curiosità, che in altri contesti, tramite le nostre varie esperienze, abbiamo visto mortificate troppo frequentemente.

Sono molteplici i valori che caratterizzano il nostro lavoro e potremmo riassumerli in alcuni punti cardine:

1. Il gioco come veicolo didattico privilegiato e come strumento comunicativo maggiormente usato.
2. Lo spazio esterno come aula didattica per eccellenza.
3. Una grande attenzione alle relazioni, mantenendo un rapporto educatore-bambini notevolmente inferiore al consueto 1 a 25.
4. L’importanza delle emozioni e l’attenzione al benessere per uno sviluppo equilibrato dell’individuo: non si può essere felici senza una sana relazione con l’ambiente e con l’altro, né si può amare senza provare il piacere di sentirsi accolti e amati.
5. L’esperienza diretta come veicolo e strumento di conoscenza.

Rifiutiamo fortemente l’appellativo di scuola alternativa, perché seguiamo le direttive del MIUR. Crediamo solo che il mondo esterno offra più stimoli di una stanza.

Abbiamo iniziato un’avventura che speriamo ci porti lontano e che possa in tempi non troppo lunghi suscitare sempre più interesse a livello nazionale, perchè siamo sicuri che esperienze di educazione all’aria aperta siano urgenti in questo momento storico sociale e culturale per due necessità: recuperare nel bambino, attraverso l’azione corporea e motoria, l’esperienza sensoriale e percettiva, una dimensione di conoscenza di se stesso e del mondo che lo circonda; recuperare, attraverso l’immersione nell’ambiente, la scoperta delle sue meraviglie e la connessione con il mondo naturale, tale da sentirsi parte integrante di esso, stabilendo un legame significativo che si traduce in rispetto e amore per esso.

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