#cattivevignette #assunzioni

cattive vignette 8SSIS, TFA, PAS, Concorso 1999, Concorso 2012, prossimo concorso (2016?), Diploma Magistrale, Laurea in Scienze della Formazione, abilitazione all’ estero, GAE di prima, seconda o terza fascia, graduatorie di istituto o del provveditorato. Come diavolo si diventa insegnanti in Italia? Come si selezionano i docenti nel nostro paese? Dipende dal governo in carica.

Quando si prova a spiegare a qualcuno come si diventa insegnanti si viene guardati con occhi increduli o si ricevono infiniti sbadigli di noia. Gli stessi insegnanti di ruolo sanno poco o nulla di come funzionino le cose per chi vorrebbe fare il loro stesso lavoro oggi.

In questo paese ogni governo ha usato e abusato della scuola per rifarsi il vestito agli occhi dei votanti o dell’opposizione, il MIUR ha cambiato idea molte volte riguardo ai percorsi di abilitazione all’insegnamento, dividendo di fatto gli insegnanti abilitati in categorie alle quali non sono state date le stesse possibilità di arrivare al ruolo.

I diversi governi hanno promesso senza mantenere e a farne le spese, come spesso succede, sono stati i precari, costretti di volta in volta a iscriversi ai corsi proposti (spendendo fino a 3000 euro) per ritrovarsi con la prospettiva dell’assunzione sempre più lontana. Inoltre tra l’indizione di un corso di abilitazione e l’altro sono passati diversi anni durante i quali si lavorava nelle scuole, pur senza abilitazione, perché necessari a far andare avanti l’anno scolastico.

Per opporsi all’assurdità di queste decisioni sono nati molti gruppi di precari organizzati, spesso, purtroppo, in competizione tra di loro, ognuno preoccupato solo per la propria vertenza, in aperta ostilità con chi viene da percorsi diversi. Ssis contro TFA, TFA contro PAS, Seconda Fascia contro Terza, si punta il dito contro il collega che arriva dopo identificandolo come capro espiatorio al quale addossare tutte le colpe della propria condizione.
Ma sono davvero gli altri precari i nostri nemici?
Le CattiveMaestre sono tutte quelle che non cadono nel tranello del Divide et Impera. I precari della scuola sono tutti indispensabili e senza di loro – abilitati e non – non potrebbe neanche cominciare l’anno scolastico. Dividerci serve a indebolirci e a farci perdere di vista l’obiettivo comune: l’assunzione!

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